FAQ - Frequently Asked Questions

Se si riduce il numero degli iscritti e non si raggiunge il quorum per mantenere lo stesso numero di sezioni dell'anno precedente, è sufficiente indicare il nuovo numero sezioni in tutti gli adempimenti del MIUR e della Regione.
Non inviare comunicazioni di chiusura sezione, in quanto se nell'anno successivo si riesce a ripristinare la sezione ridotta, non si dovranno fare pratiche di riapertura.

il piano dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche, dalla legge n. 107/2015 è stato reso triennale.
Il predetto piano contiene la programmazione delle attività formative rivolte al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario, nonché la definizione delle risorse occorrenti in base alla quantificazione disposta per le istituzioni scolastiche.
Il piano triennale dell’offerta formativa deve essere inserito entro il mese di ottobre dell’anno scolastico precedente al triennio di riferimento (2016/19), quindi già fatto.
Il piano può essere rivisto annualmente entro il mese di ottobre.
Ricordiamo che i contenuti del PTOF sono i seguenti:
  1. iniziative di potenziamento e attività progettuali per il raggiungimento degli obiettivi formativi che dovranno essere individuati dalle istituzioni scolastiche, tenendo conto di quelli forniti nelle lettere a), b), c), d), e), f), g), h), i), l), m), n), o), p), q), r), s) del comma 7;
  2. programmazione delle attività formative rivolte al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliare;
  3. percorsi formativi e iniziative diretti all’orientamento e alla valorizzazione del merito scolastico e dei talenti;
  4. percorsi di alternanza scuola-lavoro;
  5. attività di formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;
  6. il fabbisogno dei posti comuni e di sostegno dell’organico dell’autonomia, sulla base del monte orario degli insegnamenti, con riferimento anche alla quota di autonomia dei curricoli e agli spazi di flessibilità, nonché del numero di alunni con disabilità, ferma restando la possibilità di istituire posti di sostegno in deroga nei limiti delle risorse previste a legislazione vigente;
  7. il fabbisogno dei posti per il potenziamento dell’offerta formativa;
  8. il fabbisogno relativo ai posti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario;
  9. il  piano di miglioramento.
I summenzionati contenuti, o meglio alcuni di essi, di anno in anno, potrebbero subire delle variazioni: pensiamo ad esempio ai progetti di durata annuale rivolti agli alunni oppure agli accordi che la scuola stipula con le associazioni del territorio che spesso hanno durata annuale.
Altre modifiche possono essere apportate, ad esempio, ai progetti di potenziamento.
Ricordiamo che il Piano deve essere elaborato dal Collegio dei docenti, sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico, e approvato dal Consiglio.
 
QUINDI, chi dovesse aggiornarlo lo deve fare entro il 31 ottobre p.v.,
chi non ha apportato variazioni NON DEVE FARE NULLA

 
Si ricorda che per aggiornare il documento si deve
  1. Entrare nel portale SIDI www.istruzione.it  (è lo stesso che state utilizzando per l'anagrafe)
  2. Inserire utente e password
  3. Andare nel menù  I tuoi servizi
  4. cliccare su Rilevazioni
  5. Cliccare su Scuole in chiaro
  6. nel menù che si apre cliccare su didattica
  7. andare nel riquadro documenti didattica, per fale l’upload del documento: scegli file (salvato sul vostro PC) e poi carica  
 
ATTENZIONE: il documento deve essere salvato nel formato PDF e non deve avere dimensioni oltre a 5120 Kb.

Possono iscriversi alla scuola dell’infanzia i bambini che compiono tre anni di età entro il 31 dicembre.

Su richiesta delle famiglie possono essere iscritti alla scuola dell'infanzia le bambine e i bambini che compiono tre anni di età entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento (anticipatari).

Tale possibilità è subordinata alle seguenti condizioni previste dal Regolamento (Decreto del Presidente della Repubblica 89 del 2009, articolo 2):
 a)  disponibilità dei posti;
 b)  accertamento dell'avvenuto esaurimento di eventuali liste di attesa;
 c)  disponibilità di locali e dotazioni idonei sotto il profilo dell'agibilità e funzionalità, tali da rispondere alle
      diverse esigenze dei bambini di età inferiore a tre anni;
 d)  valutazione pedagogica e didattica, da parte del collegio dei docenti, dei tempi e delle modalità dell'accoglienza.

La documentazione "analisi funzionale" che ha prodotto l'ASL ed il certificato rilasciato dall'INPS, devono essere inviati all'USP (Ufficio Scolastico Provinciale di competenza) con una lettera di richiesta numero ore di sostegno.
La lettera ha anche valore di richiesta contributo.
La scadenza per l'inoltro della documentazione è sempre il 30 giugno.
Il numero di ore sostegno vengono determinate dall'ufficio competente (massimo 25).
Il costo dell'insegnante di sostegno nella scuola dell'infanzia paritaria, è a carico della scuola.
Per ulteriori chiarimenti, consultare la legge 104/92 sull'handicap.

 

Come riportato nel Decreto del Presidente della Repubblica 20 agosto 2012 n° 175, l'insegnamento della religione cattolica è impartito da insegnanti in possesso di idoneità riconosciuta dall'ordinario Diocesano (previa presentazione attestato corso IRC).
Nelle scuole dell'infanzia l'IRC può essere affidato dall'autorità scolastica, sentito l'ordinario diocesano, agli insegnanti della sezione. Il riconoscimento ha effetto permanente salvo revoca.

Come riportato nel Decreto 83 Legge 10 marzo 2000 n° 62, per il coordinamento delle attività educative didattiche, la scuola paritaria si avvale di personale con cittadinanza italiana, o di paese membro di unione Europea, MUNITO DI ESPERIENZA e competenza didattico pedagogica adeguata.
Nelle scuole dell'infanzia il coordinatore deve essere in possesso di titoli culturali o professionali non inferiori a quelli previsti per il personale docente.

Il personale docente delle scuole paritarie deve essere in possesso della abilitazione prescritta per l'insegnamento impartito, fatto salvo quanto previsto dall'art. 1 comma 4 bis della legge 10 marzo 2000 n° 62 e successive modifiche art. 1 comma 8 del decreto legge n° 147 del 2007 , convertito con modificazione dalla legge n° 176 del 2007, al personale docente in servizio presso le scuole dell'infanzia paritarie è riconosciuto il valore abilitante all'insegnamento dei titoli di studio di cui all'art. 334 del decreto legislativo n° 297 del 1994.
La legge n.62/2000 all’art.1, comma 5, lettera g), prescrive, fra i requisiti posti per il riconoscimento della parità scolastica, che il “personale docente sia fornito di abilitazione”; condizione questa che presuppone, ovviamente, il possesso di uno dei titoli di accesso per l’insegnamento.
Nel caso della scuola dell’infanzia paritaria, il titolo di studio idonei per il personale docente sono:
1) Diploma di Laurea in Scienze della Formazione Primaria- Indirizzo scuola dell’Infanzia, questo è l'unico titolo che al presente ha valore di abilitazione per la scuola dell'infanzia (art. 6 legge 169/08);
2) Diploma Abilitazione all’insegnamento nelle scuole di grado preparatorio (corso triennale di scuola secondaria di II grado; diploma conseguito presso Scuole magistrali legalmente riconosciute o paritarie), conseguito entro l'a.s. 2001-2002; il titolo è valido se conseguito entro l’a.s. 2001/02, in quanto l’Istituto Magistrale è stato soppresso dall’art. 3 della legge 19/11/1990, n. 341, applicato con D.I. 17/03/1997, è da precisare che, nonostante la vecchia denominazione, questo titolo non ha attualmente valore abilitante;
3) Diploma di maturità professionale Assistente di comunità infantili¸ rilasciato da istituti scolastici legalmente riconosciuti o paritari a conclusione di corso sperimentale progetto “Egeria” (sperimentazione avviata dal 1998/89 come quinquennio innestato su scuole magistrali triennali; il titolo di studio è comprensivo dell’ Abilitazione all’insegnamento nelle scuole di grado preparatorio), purché conseguito entro l’a.s. 2001/02;
4) Diploma di Maturità Magistrale purché conseguito entro l’a.s. 2001/02; esso ha anche valore abilitante, ma limitatamente all’insegnamento nella scuola primaria;
5) Diploma di Liceo Socio-Psico-Pedagogico, nato nel 1992/03 come sperimentazione estensiva dell’Istituto magistrale (C.M. n.27/91), purché conseguito entro il termine di cui sopra.

ATTENZIONE: non sono titoli validi per l’insegnamento in questo settore dell’istruzione titoli che, pur sembrando pertinenti ai compiti delle insegnanti di scuola dell’infanzia o primaria, sono destinati ad altri tipi di insegnamento o di professione. Ad es., non costituiscono valido titolo di studio per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia: il diploma di “Dirigente di comunità” (rilasciato al termine di un quinquennio ITAS); il diploma di maturità di “Tecnico dei servizi sociali” (rilasciato da Istituti di istruzione professionale statali e paritari); il diploma di “Vigilatrice d’infanzia”; la laurea in Pedagogia; la laurea in Scienze dell’Educazione; la laurea in Scienze della Formazione – Indirizzo Educatore professionale; la laurea in Psicologia; la laurea in di “Scienze per la formazione dell'infanzia e della preadolescenza”.


RICORDARE CHE da maggio 2014 il datore di lavoro deve richiedere il DLgs 39/2014 - certificato penale antipedofilia per il lavoro in asilo nido, scuole dell’infanzia, sez. primavera.
 

I titoli di studio idonei allo svolgimento dell’attivita’ didattico-educativa presso la sezione primavera
(art. 5, comma 2 degli Standard minimi del servizio socio-educativo per bambini da due a tre anni denominato “sezione primavera”), sono:

 
  1. Laurea in Scienze della formazione primaria indirizzo per la scuola dell’infanzia;
  2. Diploma di puericultrice;
  3. Diploma di maestra di scuola d’infanzia;
  4. Diploma di maturità magistrale;
  5. Diploma di liceo psico-pedagogico ;
  6. Diploma di vigilatrice d’infanzia, nel rispetto delle norme di cui all’art.1 della L.R. 17 marzo 1980, n. 1;
  7. Attestato di qualifica di educatore per la prima infanzia rilasciato da Agenzia Formativa accreditata dalla Regione Piemonte;
  8. Diploma di dirigente di comunità ;
  9. Diploma di laurea in scienze dell’educazione indirizzo scolastico.


 

Le sezioni di scuola dell'infanzia sono costituite, di norma, con un numero minimo di 15 bambini e un numero massimo di 26. È comunque possibile arrivare con tolleranza 10% fino a 29 bambini (articolo 9, Decreto del Presidente della Repubblica 81 del 2009).
Se accolgono alunni con disabilità in situazione di gravità, le sezioni di scuola dell'infanzia sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni (articolo 5, Decreto del Presidente della Repubblica 81 del 2009).
ATTENZIONE: Tali numeri sono subordinati alla capienza dell'aula (autorizzazione ASL).

Dal 2007/2008 (legge 296 del 2006, articolo 1, comma 630) è previsto anche il funzionamento sperimentale di “sezioni primavera” per bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi. 

Riferimenti normativi: 
- Decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81 art. 5 comma 2 e 3; art. 9 comma 2 e 3
- Decreto del Ministro Pubblica Istruzione 24 luglio 1998, n. 331 art. 15.  


 

Deve avere gli stessi titoli dell'insegnante di sezione.
Le neolaureate possono avere anche l'abilitazione al sostegno (ma per ora non vincolante).
L'insegnante di sostegno deve essere assunta con lo stesso inquadramento dei docenti della scuola dell'infanzia.  


 

Non è’ sempre obbligatorio portare il bambino dal pediatra dopo 5 gg di malattia, dipende dalle regioni.
Esiste un Decreto del Presidente della Repubblica (DPR n. 1518/1967) ancora in vigore che stabilisce l’obbligo da parte del medico di accertare la guarigione per il reinserimento in comunità dopo malattia.
Tuttavia numerosi atti legislativi regionali hanno annullato l’obbligo di certificazione. Ad esempio regioni come Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Liguria, Provincia di Trento,
Piemonte, Provincia di Bolzano, Emilia Romagna hanno abolito l’obbligatorietà.
In queste regioni senza obbligo di visita pediatrica prima del ritorno a scuola vale l’autocertificazione dei genitori.
Se il genitore ha però dubbi sullo stato di salute del bambino può richiedere il controllo medico del pediatra, indipendentemente dalla richiesta scolastica.
ATTENZIONE: i bambini affetti da malattie a rapida diffusione, per cui è richiesto isolamento per un determinato periodo, devono essere segnalati dal pediatra all’Autorità sanitaria /Ufficio d’Igiene competente. Per questo motivo il bambino deve essere sempre visitato dal pediatra per la diagnosi prima del rientro.
Ci sono situazioni in cui il bambino viene portato a scuola anche se è non completamente guarito. Questo  prolunga la risoluzione della malattia creando, a volte, complicanze.
Si invita a responsabilizare i genitori a non portare a scuola il bambino non guarito e non completamente in forma!

DECRETO LEGISLATIVO N° 14 DEL 4 MARZO 2014
Attuazione della direttiva 2011/93/UE relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale deiminori e la pornografia minorile, che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI.
(14G00051) (GU n. 68 del 22-3-2014)
A norma dell’art. 2 “il certificato penale del casellario giudiziale
deve essere richiesto dal soggetto che intenda impiegare al lavoro una persona per lo svolgimento di attività professionali o attività volontarie organizzate che comportino contatti diretti e regolari con minori al fine di verificare l’esistenza di condanne per reati di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quarter, 600-quinques e 609-undecies del codice penale, ovvero l’irrogazione di sanzioni interdisstive all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori.
Il datore di lavoro che non adempie all’obbligo di cui all’art. 25-bis del decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre n° 313, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da Euro 10.000.00 a euro 15.000.00”.
 
Il testo di cui in oggetto presenta molte ambiguità per cui il Ministero di Giustizia si è trovato nella necessità di fare alcune puntualizzazioni esplicative con una Circolare del 3 aprile 2014 e due successive Note, dalle quali si desume che:
1. Ha come destinatari i datori di lavoro, con esclusione quindi di tutto il mondo del volontariato, del personale religioso, ecc.;
2. L’obbligo non sorge ove non si avvalga di forme di collaborazione che non si strutturino all’interno di un definito “rapporto di lavoro”
3. l’obbligo della richiesta del certificato va adempiuto “prima di stipulare un rapporto di lavoro”.

A maggior tutela dei Gestori, per il personale già in servizio, potrebbe essere opportuno, anche se non obbligatorio, farsi rilasciare dal lavoratore una autocertificazione sostitutiva circa l’assenza a suo carico di condanne per qualsiasi reato di cui agli artt. 600bis, 600ter, 600quater CP, ovvero sanzioni interdittive all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori.

Nell'Area Riservata del sito della FISM Torino, nella sezione modulistica, si possono trovare i modelli per la richiesta del certificato al Tribunale competente e l'autocertificazione.

 

FISM Torino - F.I.S.M. Torino - Federazione Italiana Scuole Materne - Pagina: 2

La F.I.S.M. è Associazione di categoria di importanza nazionale, riconosciuta dall’Agenzia delle Entrate.

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