Lettera aperta all'Assessore Istruzione dott.ssa Elena Chiorino

giovedì 19 marzo 2020


A seguito della comunicazione dell'Assessore all'istruzione dott.ssa Elena Chiorino di mercoledì 18 marzo, relativa alle misure regionali per venire incontro alle esigenze di comuni e famiglie, con particolare riferimento alla fascia 0-6, si riporta di seguito la risposta a precisazione del Presidente Regionale FISM Piemonte e di tutti i Presidenti Provinciali FISM Piemonte, inviata all'Assessore dott.ssa Elena Chiorino e per conoscenza al Presidente Regionale dott. Alberto Cirio.

Gent.ma Assessore Dott.ssa Elena Chiorino,
           in questi giorni in cui continui appelli per l’ impegno collettivo al bene comune, entrano nelle nostre case, stride la notizia diffusa in merito alla restituzione delle rette ai genitori che frequentano i servizi all’infanzia. Stride per diverse ragioni che mi corre l’obbligo di precisarle.
Nella sua comunicazione si legge:
“omissis.. pertanto gli istituti che hanno già incassato la retta saranno tenuti o a restituirla immediatamente alle famiglie o a scalarla dalla prima retta successiva. Allo stesso tempo invito le scuole che erogano servizi per l’infanzia 0-6 ad astenersi dalla riscossione delle rette in questione, in attesa della pubblicazione della nuova misura che, ricordo, comporterà un finanziamento complessivo di 15 milioni di euro”.
 
         Riconoscendo la bontà dell’annunciato provvedimento economico a sostegno del pagamento delle rette, dobbiamo evidenziare però che ci viene chiesta la restituzione delle somme prima che tale provvedimento sia efficace e sostenuto dalla liquidità che, compatibilmente con il normale iter burocratico, presumiamo non arriverà alle scuole in tempi brevi.
Tale considerazione ci permette di sottolineare che in questi mesi che precedono l’erogazione, le scuole saranno in grossa crisi finanziaria.
Vale la pena di ricordare la particolare situazione della scuola paritaria, riconosciuta tale da ormai un ventennio sul piano legislativo, ma non ancora sul piano effettivo del servizio. Fuor di polemica corre l’obbligo, forse, di ricordare che la scuola paritaria è a tutti gli effetti, e per gli effetti della legge 62/2000, scuola che eroga un servizio pubblico e come tale deve poter operare grazie al supporto egli enti preposti, tra cui la Regione,  e della comunità tutta.
 
         Una domanda emerge con forza. Perché la FISM non è stata coinvolta nella riflessione, pur giusta nella volontà, ma fallace nell’applicazione? La Federazione si è sempre mostrata disponibile al confronto, in considerazione anche del fatto che ad essa sono associate 450 scuole dell’infanzia no profit e sezioni primavera.
La decisione che sentiamo calata dall’alto, genera una serie di problemi che fanno scorgere all’orizzonte uno scenario di default dell’intero sistema paritario, essendo gli effetti dei provvedimenti assunti dal Governo e dalla Regione posticipati nel tempo.
L’incasso delle rette, che saranno senza dubbio restituiti a seguito dell’erogazione, avrebbero garantito la “tenuta dell’intero sistema”.
 
         Questo si aggiunge ad una situazione già pesantemente gravata dai ritardi nell’erogazione di contributi da parte dell’Ente da Lei rappresentato.
Le ricordo che le scuole non hanno ancora incassato il contributo regionale (art.14 della L.R 28/07) per l’a.s. 2018/2019, oltre a quello dell’anno scolastico in corso.
Ora mi consenta una domanda. Si è chiesta come le scuole paritarie, che devono garantire la libera scelta della scuola e del servizio, hanno potuto continuare ad erogarlo con qualità e professionalità anche in assenza del contributo regionale sopra citato? Solo grazie alle rette che le famiglie hanno versato puntualmente alle scuole. Si è chiesta, quando ha deciso di condividere il suo pensiero nella dichiarazione fatta coram populo alle 16 di ieri a quali conseguenze avrebbe esposto le scuole paritarie, che non possono attingere alla fiscalità comunale piuttosto che statale?
 
         Vede Assessore, questa indebita e imprudente scelta ci fa pensare che forse il concetto che Lei ha di bene comune non sia quello che Lei e la sua Giunta ci avete prospettato nella fase elettorale. Ci permettiamo di ricordarle che il bene comune lo è dentro quella che Aristotele definiva la “polis” in cui ogni comunità si costituisce in vista di un bene. Noi cerchiamo di tradurre questo bene, nella fatica di garantire a tutte le famiglie la libertà di scelta educativa, ma se non siamo messi nella condizione di sopravvivere, come possiamo rispondere al diritto più importante che caratterizza l’umano, se non la sua libertà? Forse Assessore, attendere prima di dichiarare, sarebbe stata la scelta migliore e il confronto avrebbe potute aiutare a evitare una situazione che mette a disagio tutti.
 
Mi permetto di suggerire una precisazione alla sua dichiarazione con l’indicazione che gli istituti scolastici provvedano al rimborso, non appena incassati i contributi.
 
Nella speranza di leggere al più presto il Suo comunicato, Le confermo, comunque, l’apprezzamento dell’iniziativa al sostegno in questo difficile momento.
 
Torino, 19/03/2020
 
Firmato da:
         Giorgio Panigone       Presidente Fism Piemonte
         Luigi Vico                     Presidente FISM Torino
         Don Abele Belloli       Presidente FISM Alessandria
         Adriana Targa             Presidente FISM Asti
         Simone Mainardi       Presidente FISM Biella
         Ivo Viale                       Presidente FISM Cuneo
         Carlo Bigoni                Presidente FISM Novara e VCO
         Giuseppino Camera  Presidente FISM Vercelli


 
 

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